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Cos'è il dress crossing?

REPUBBLICA.it del 19 maggio 2008
Si mette insieme un gruppo di amiche dai gusti simili, e si compra in cassa comune. La tendenza arriva da Londra: a inaugurarla quattro ragazze ventenni
Moda, arriva il Dress Crossing shopping griffato in cooperativa

POCHI soldi in tasca e una voglia irrefrenabile di griffe, di quelle che non hai il coraggio di uscire di casa senza un tacco 15 di Jimmy Choo? E allora: basta trovare qualche amica dai simili gusti e dalle analoghe pulsioni, formare un gruppo d'acquisto e comprare, con una cassa comune, tutti i must di stagione senza finire sul lastrico e con la possibilitàdi farli "girare" fra i membri del gruppo. Si chiama Dress Crossing, èuna tendenza in arrivo da Londra, e suscita un solo dubbio: se si frequentano gli stessi giri, e si viene invitate alle stesse cene, feste, serate, in base a quale criterio la pochette di Gucci dovrebbe essere usata da Tizia piuttosto che da Caia, e l'abitino di Prada indossato da Sempronia e non da una delle altre? Metodo da perfezionare, forse, per evitare accapigliamenti. Ma tant'è.
Pioniere del fenomeno sono quattro amiche londinesi, fra i 23 e i 26 anni: Sophie, Layla, Emily e Rachel. Fashion victim tutte e quattro, hanno fondato una "cooperativa dello stile", acquistando tutto in comune. Con un investimento personale di circa 300 sterline al mese, fanno shopping in comitiva acquistando, senza scrupoli e rimpianti, borse Fendi o Balenciaga, abiti Marc Jacobs e Prada.

"L'ultimo raid - spiega la portavoce del gruppo, Sophie, dall'edizione online del Daily Mail - ha fruttato una borsa Balenciaga da 1.200 sterline, una pochette di Fendi da 350 e una di Miu Miu da 370, oltre a un abito Marc Jacobs da mille sterline". Un bel bottino. Ma come si fa a dividerlo? "Teniamo vestiti e accessori a casa mia - aggiunge Sophie - abitiamo tutte vicine, nella zona di Bethnal Green e, quando usciamo, ci incontriamo sempre da me per vestirci".

In questo modo, stare al passo con la moda senza finire al verde diventa facile. Ma come fanno quattro persone a trovarsi sempre d'accordo su vestiti, borse, scarpe? "Abbiamo personalità diverse - continua Sophie - ma riusciamo a trovare un accordo, suggerendoci l'una con l'altra come indossare un abito e abbinarlo in modo personale. Cerchiamo di investire su abiti e accessori che si trasformeranno in classici. Se una desidera indossare lo stesso capo di un'altra, la regola é: vince chi ha un appuntamento o una serata importante. Stabiliamo dei turni e li rispettiamo".
Il Dress Crossing èsolo l'ultima frontiera di una tendenza che ha giàvisto nascere la moda delle borse in affitto su internet. Ma c'è anche lo Swap Party, una specie di "festa del baratto" a costo zero. L'idea è nata Stati Uniti ma è arrivata anche in Italia. Niente mercatini o bancarelle, l'appuntamento èa casa, tra amiche. Basta mettere insieme un nutrito gruppo di donne, pronte a portare abiti e accessori, ma anche libri, dischi e tutto ciò che di solito finisce in fondo a qualche armadio. Con lo Swap Party si può rinnovare il guardaroba senza spendere nemmeno un euro: nulla èin vendita, solo merce di scambio.
Cambi di stagione, acquisti frettolosi, shopping poco attento e regali non graditi diventano cosi risorse inesauribili. E permettono di rinnovare il proprio armadio davanti a un aperitivo o un té, in compagnia di amiche e conoscenti. Per le pigre irriducibili, lo swapping è anche online: in solitudine, davanti a un computer. Tanto, l'importante è risparmiare.

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